13 – 14 gennaio 2012, Val di Susa (To)
Si è riunito, il 13 e 14 gennaio 2012, in Val di Susa (To) il direttivo della “Rete educare all’Europa”
. Itemi discussi in questa due giorni hanno riguardato la stesura del nuovo statuto di Rete, la sua nuova presentazione, le proposte per il futuro e gli eventi previsti ai quali la rete darà luogo o parteciperà (2 seminari che non saranno formali bensì' formativi, 2 consigli direttivi e diversi eventi sui territori ospitati dalle scuole o dagli Uffici Scolastici Regionali.
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Se quanto scritto sopra rappresenta un approccio formale ed abituale alle pratiche legate alla rete, ciò che ha caratterizzato questo incontro è stato il ritorno a momenti di apprendimento e stimolo di taglio non formale.
Il prof. Claudio Federico ed la dott.ssa Erika Gerardini dell'associazione AIM – Agenzia Intercultura e Mobilità di Roma si sono occupati di sviluppare e curare sessioni di coinvolgimento che prendessero spunto e slancio da una dinamica non formale, creativa e stimolate. Aver posto tutti i presenti di fronte a modalità sicuramente distanti da quelle tradizionali ha permesso ai partecipanti stessi di affrontare le sessioni di lavoro con uno spirito e da un punto di vista nuovo. L’educazione non formale può essere usata non solo per fini pedagogici, la si può utilizzare anche per creare un clima più disteso e partecipativo all’interno del quale gli aspetti formali possano essere affrontati con uno slancio diverso.
È stato realizzato anche un video delle sessioni non formali. Video che non ha nessuna pretesa narrativa, quindi non pensato per raccontare o documentare quanto accaduto ma montato con la precisa volontà di porre in risalto i comportamenti dei presenti, i loro volti, le loro mani, le loro espressioni che meglio di qualsiasi altra cosa mostrano come la dinamica non formale sia stata in grado di creare un clima di distensione e partecipazione creativa sempre necessaria quando si sta per procedere ad un lavoro collettivo.
Il filmato stesso è una modalità comunicativa non formale e può essere utile solo se sfruttato per catalizzare la discussione interna. Un video-strumento quindi, che immette in un processo comunicativo e non rappresenta un punto di arrivo, una conclusione ne una sintesi definitiva da mostrare all’esterno ma, semmai, un punto (diverso) di partenza per nuove riflessioni.
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